Hai sentito parlare di archetipi femminili? Se ne parla, ce ne sono diversi, e possono aiutarci a connetterci con la nostra interiorità e anche con la spiritualità.
quanti archetipi ci sono?
Facciamo ordine: parlando di archetipi intendiamo forme pensiero che fanno parte dell’inconscio collettivo. Sono radicati nelle leggende e nei miti della nostra cultura e delle nostre tradizioni. Sono modelli, forme primordiali che rappresentano forze, energie, caratteristiche. Sono famosi gli archetipi di Jung, e spesso usiamo la parola “archetipo” in modo anche un po’ superficiale. Sicuramente un archetipo non è una presenza spirituale, ma al massimo una sua rappresentazione, un simbolo. Quindi se stiamo lavorando con l’archetipo di Artemide perché stiamo cercando di attivare in noi audacia, senso di sorellanza, forza fisica, intento, NON stiamo connettendoci ad Artemide in quanto Dea, da un punto di vista di connessione spirituale.
Con questa premessa, possiamo proseguire dicendo che gli archetipi possono essere di moltissimi tipi, e l’esempio più facile è negli aspetti Fanciulla Amante Madre Crona, che incarnano aspetti della Dea, ma anche esperienze umane, e aspetti differenti della vita della donna, ed è proprio su questi aspetti che generalmente lavoriamo quando ci connettiamo con gli archetipi.
Dopo tanti anni di lavoro sul femminile, con le donne e per le donne, oggi utilizzo soprattutto gli archetipi della Sessualità Sacra, così come narrati nella Ruota di Rhiannon utilizzata da Katinka Soetens.
Ogni archetipo può essere esplorato più volte, contattato, sperimentato e riscoperto all’infinito, in momenti e situazioni diverse della nostra vita. E lo possiamo trovare anche attraverso la ciclicità della Ruota dell’Anno.
QUali sono gli archetipi femminili della sessualità sacra?
La Fanciulla Selvaggia è quella parte giovane, fresca, senza pregiudizi e preconcetti, che vive il contatto con il suo corpo, con gli elementi della natura, con gli animali, con il mondo dello spirito. Completa, vitale, spontanea, è coraggiosa e diretta. La incontriamo nell’energia di Imbolc, nei primi giorni di febbraio, quando siamo ancora nell’inverno, ma con i cuori proiettati alla primavera, alla ricerca delle prime gemme e dei primi bulbi fioriti.
L’Esploratrice è la nostra prima giovinezza, quella in cui avremmo potuto (e dovuto?) metterci lo zaino in spalla e buttarci ad esplorare il mondo. Conoscere realtà diverse, avere esperienze sentimentali, sperimentare lavori e attività. E’ lei che ci fa venire le farfalle allo stomaco quando vogliamo lanciarci in qualcosa di nuovo. Per questo la vediamo dell’Equinozio di Primavera, quando tutto è una promessa, una fioritura, una speranza di rinnovamento.
L’Amante è totalmente connessa con i suoi sensi, con il suo corpo, con la sua bellezza e con le sue ombre. Guarda la vita con gli occhi dell’amore, trovando ciò che è bello e che può farle battere il cuore. Vive nel presente, e ricerca esperienze e piacere. Sentiamo la sua presenza con le feste di Beltane, ai primi di maggio, nell’esplosione delle rose, dei profumi, delle primizie di fragole e verdure, nel godimento del sole che finalmente ci scalda.
La Sirena è Colei che nuota nel profondo. Quella che sa indagare sulle radici delle cose, che sa andare a fondo, che sa immergersi completamente, affrontando sfide e scelte. Non si lascia trascinare dalla corrente, ma segue il flusso della vita, cercando la vera voce del proprio potere personale. E’ legata al Solstizio d’Estate, al calore, alle emozioni a fior di pelle, alla pelle che si denuda, all’intensità del sole al suo picco.
La Madre/Levatrice è la donna che cura e guarisce le ferite della sorellanza, quelle create dalle donne alle donne, attraverso i tempi, ma anche nella propria vita. Il suo lavoro è di prendersi cura di se stessa e di prendersi la responsabilità delle sue azioni, portando la sua parte di guarigione al mondo. La celebriamo con le prime feste del raccolto, ai primi di agosto, quando la natura è generosa, abbondante, carica di vibrazioni, colori e sapori.
La Regina arriva con una certa maturità. E’ capace di riconoscere i suoi limiti e i suoi confini, è padrona del suo regno, e se ne prende la responsabilità. Sa cosa vuole, cosa le piace, è ancora capace di scoprire cose nuove, ma dal punto di forza di una conoscenza di se stessa, e della capacità di dare valore al proprio potere personale. Si manifesta con l’Equinozio di Autunno, ci permette di vedere cosa abbiamo raccolto, di celebrare i doni della Terra, di onorare tutto ciò che abbiamo.
La Crona è la vecchia, la saggia, colei che sa. Lei conosce le prove della vita, le ha affrontate ed è sopravvissuta. Può essere una grande consigliera per le giovani donne, ed è anche la voce saggia ed esperta dentro di noi. La incontriamo nei giorni dei Morti, quando facciamo i conti con ciò che non c’è più, quando accogliamo il buio, la natura si spoglia, e tutto si mette a riposo.
La Cantante della Canzone dell’Anima è la parte più sottile, più spirituale, più connessa alla voce della nostra Anima, al destino che stiamo tracciando con il nostro cammino, la parte che possiamo contattare meditando, sognando, facendo pratiche di connessione spirituale. La celebriamo durante il Solstizio d’Inverno, nei momenti più bui e freddi dell’anno, quando affrontiamo la severità della natura, quando tutto intorno a noi sembra essere morto!
Questi sono gli archetipi con cui lavoro più spesso. Li riconosco nella Ruota delle stagioni che cambiano. Li vedo nei passi della mia vita. Li osservo in forme diverse in ogni situazione della vita. Li ascolto quando lavoro con le persone.
E accompagno le donne ad incontrarli nel Canto del Potere, il percorso in cui si trascorre un anno intero a scoprirli, nelle loro luci e potenzialità, ma anche nelle loro ombre e sabotaggi.
Conoscere questi archetipi femminili è un grande strumento di conoscenza di sé e di crescita personale. Per questo ti invito a scaricare questo percorso gratuito, che ti aiuterà ad entrare in contatto con alcuni degli Archetipi del Femminile Sacro.
0 comments on “Quante donne sei?” Add yours →